IL TEATRO DELL’INNOVAZIONE

febbraio 2013

di Alessio Barollo

La costituzione americana prevede che il presidente, solitamente fra gennaio e febbraio, dia informazioni al Congresso riguardo lo stato della nazione e i suoi programmi per il futuro. Il discorso sullo stato dell’unione del 2013 porta al suo interno una forte carica di creatività  e innovazione.

price

Sarà un’università di strada, in grado di fornire nello stesso tempo opportunità educative e servizi di intrattenimento e tempo libero, con lo scopo di preparare la società all’avvento dell’era tecnologica.” Queste parole che sembrano descrivere un fablab o un makerplace non sono state pronunciate dal presidente Obama bensì 50 anni prima da un architetto Inglese, Cedric Price. Intorno al 1960 Price nel progetto per il suo Fun Palace  intendeva realizzare uno strumento per facilitare e aumentare le interazioni, performante, adattabile all’infinito in relazione al variare dei bisogni e desideri degli utenti. Egli utilizzava le soluzioni tecnologiche a disposizione, carroponti e computer a schede magnetiche, per far interagire lo spazio con gli utenti permettendo di sviluppare la propria creatività.

Meno di un anno fa, investendo 100 € in azioni di una delle società che si occupano di stampa 3D ne avreste ricavati 246. Infatti questo è uno dei settori più prolifici degli ultimi tempi e che ha permesso la diffusione dei makers. I makers utilizzano strumenti digitali, progettano su uno schermo e in misura sempre maggiore utilizzano dispositivi di fabbricazione desktop. Sono la generazione web,quindi condividono le loro creazioni on-line. Unendo la cultura e la collaborazione del web al processo del fare stanno realizzando qualcosa su una scala completamente nuova per il fai da te. Più persone unite creano maggior valore, il quale a sua volta attrae ancora più persone e cosi via.

Ai giorni nostri la creatività può essere espressa attraverso una stampante 3D, sempre più alla portata di tutti grazie alla diminuzione dei prezzi e alla diffusione dei fablab. Il presidente Obama sembra certificare al mondo il fenomeno pronunciando queste parole durante il discorso alla nazione:” A once-shuttered warehouse is now a state-of-the art lab where new workers are mastering the 3D printing that has the potential to revolutionize the way we make almost everything.” Nel piano del presidente lo sviluppo della stampa 3D avrà un ruolo fondamentale date le sue potenzialità. Verrà costruito un network di imprese con la creazione di veri e propri Hub per la stampa 3D che avranno il supporto sia economico che di Know How direttamente dal dipartimento della difesa e da quello dell’energia. Questo metodo in grado di dare nuovo valore agli atomi, per lui non è il futuro ma è il presente, perché il futuro sta nella gente normale. Si stanno dando nuove possibilità alle persone comuni nel tentativo di creare nuovo sviluppo.

L’open design e i fabbrication laboratory possono rappresentare i nuovi teatri dell’innovazione, luoghi dove stimolare ed esprimere la creatività, dove far connettere le persone con interessi comuni, dove è possibile far entrare in rete le proprie idee. Luoghi dove poter creare nuove opportunità di lavoro attraverso la realizzazione rapida ed economica o la connessione con possibili collaboratori. In termini di progettazione, è un fenomeno rivoluzionario. Il progettista non dovrà più preoccuparsi del processo produttivo, e neppure conoscerlo, perchè le macchine controllate dai pc ci pensano da sole. Possiamo separare la progettazione di un prodotto dalla sua realizzazione per la prima volta nella storia, perche tutte le informazione necessarie per stamparlo sono incorporate nel progetto. Se a questo aggiungiamo i metodi crowdfunding ne ricaveremo anche nuove possibilità di finanziamento trasparenti, creative e sostenibili.

A tutto  questo vorrei aggiungere una questione che riguarda anche la situazione Italiana. Gli USA dai tempi delle startup nate nei garage sono sempre stati portati per i processi DIY, ma ora l’autoproduzione e la collaborazione si sta diffondendo anche in Italia. Nascono sempre più coworking, talent garden e laboratori del fare che portano una ventata educational al mondo dell’artigianato. Un esempio è quello del concorso indetto dall’ Artex e che cerca di unire l’esperienza e le tecniche di artigiani dalla mentalità innovativa alle idee di giovani studenti di design. Questi metodi possono portare ad una rinnovo economico ma ritengo che possano dare anche nuova vita ad alcuni spazi della città. Una sorta di urbanistica spontanea 2.0, in cui i luoghi abbandonati della città possono accogliere spazi dedicati allo scambio del sapere, delle tecniche e della creatività.  Ricordo che l’articolo 9 della costituzione dice: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.” quindi abbiamo tutte le premesse per trasformare luoghi della città in nuovi teatri dell’innovazione dove viene messa in scena la creatività attraverso l’unione sapiente di idee,atomi e bit.

post originale pubblicato su vodblogsite

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