RISO VERDE PER 4 PERSONE – crowdfuture 2013

ottobre 2013

di Alessio Barollo

…e se raccontassi cosi quello che è successo a Crowdfuture 2013?

  • PROGETTO: risotto
  • DEFINIZIONE PROGETTO: preparare un risotto che piaccia ai miei 4 nuovi amici ma non conosco i loro gusti
  • LINEE GUIDA: chiedo ai venditori del mercato (che giornalmente si rapportano con le persone) quali sono i risotti più preparati
  • SELEZIONE RISULTATI: riso verde con spinaci e prosciutto
  • COMPONENTI DEL PROBLEMA: riso, spinaci, prosciutto, cipolla, olio, sale pepe, brodo
  • RACCOLTA DATI: c’è qualche altra persona che lo ha già fatto?
  • ANALISI DEI DATI: come lo ha fatto? cosa posso imparare da lei? può insegnarmi a farlo?
  • MATERIALI: ho tutti gli ingredienti? chiedo ai vicini
  • CREATIVITA’: In cambio di uno o più ingredienti prometto un assaggio di riso o di insegnargli a farlo
  • SPERIMENTAZIONE DEI MATERIALI: prove e assaggi
  • MODELLI: campione definitivo
  • VERIFICA: buono, posso servire
  • SOLUZIONE: riso verde servito su piatto caldo
  • ANALISI SOLUZIONE: chiedo se è piaciuto
  • VERIFICA ANALISI SOLUZIONE: posso continuare a cucinare per gli amici

Sabato 19 ottobre a Roma ho provato con alcuni amici e colleghi a fare un risotto. Ma avevamo un problema, in quanto dovevamo farlo per un numero di partecipanti imprecisato ma soprattutto di cui non conoscevamo il gusto. Abbiamo quindi iniziato a discutere su quali fossero le dinamiche più adatte per raggiungere l’obiettivo.

Tim si vantava che in America avevano i più grandi ristoranti di risotto al mondo e addirittura la gente poteva andare li a proporre una propria ricetta e quelle che ricevevano più consensi si portavano a casa un premio. Basando la sua esperienza su questo ha iniziato a proporre una sua ricetta, il problema è che la raccontava in inglese e ciò la rendeva forse affascinante all’ascolto ma poco popolare in Italia.

Che fare? Angelo propone di coinvolgere gli altri che erano intorno a noi convinto che se invece di imporre una ricetta la facciamo rientrare in un processo di co-creazione magari viene meglio, infondo “o il risotto è popolare o non lo è!” Se vogliamo veramente fare un piatto che piaccia il più possibile dobbiamo fare una cucina più collettiva, senza imporla dall’alto.

Stefano che pensa più al lato economico sognava già che questo avrebbe cambiato il modo di gestire i ristoranti strutturando processi totalmente nuovi.

Giustamente Emmanuele ci ricorda di fare attenzione, in quanto un tipo di risotto sarebbe stato molto apprezzato in questo contesto romano ma se avessimo voluto portare lo stesso a Torino le cose sarebbero state diverse, perché ogni luogo ha proprie caratteristiche e particolarità. Sono proprio questi legami che vanno sfruttati per creare un grande piatto di cucina condiviso.

Francesco mi ricorda che le persone sarebbero disposte a pagare l’appartenenza ad una comunità e che quindi se fossimo stati in grado di coinvolgere anche gli altri che cucinano piatti diversi dal risotto forse era possibile ottenere un mix di ricette e consigli che avrebbero fatto grande tutta la cucina italiana.

Siccome però ci eravamo persi in chiacchiere e si era fatto tardi Chiara prese in mano la situazione e al grido di “il nostro risotto salverà la cucina italiana” si mise (finalmente) ai fornelli.

Mi scuso con Bruno Munari se mi sono permesso di modificare un suo testo e di raccontarlo come ho fatto. Il mio è solo un tentativo, o forse una provocazione per alcuni, di cambiare il modo in cui si raccontano le cose. Durante la track sul civic crowdfunding all’interno di Crowdfuture 2013, il risultato a cui siamo arrivati è quello che questo tipo di processi hanno bisogno di una comunità. Questa deve essere più ampia possibile in modo tale da rafforzare il progetto stesso, e per essere più ampia possibile forse si necessita di un cambio di linguaggio. E’ vero che le parti coinvolte sono molte, sono tutte quelle che si occupano dello sviluppo della città, e che ciò rende più complesso il meccanismo di collaborazione ma c’è da dire che tutti sappiamo cos’è un risotto e forse tutti presto sapremo cosa significa crowdfunding.

Ecco la versione ufficiale di quello che è successo a Roma, e se non vi basta leggete anche l’analisi sulle piattaforme italiane aggiornata a ottobre 2013.

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