IL CROWDFUNDING DIVENTA SEMPRE PIU’ CIVICO

di Alessio Barollo

HB2631, si chiama cosi la prima proposta di legge adottata da uno stato a favore del crowdfunding civico. 

hawaii

Mentre in Italia si parla di investimenti per trasformare piattaforme in “civiche”, come se il problema di questa forma di progettazione partecipata fosse esclusivamente quello tecnologico,  alle Hawaii il governo lancia un disegno di legge per cercare di istituzionalizzare progetti di crowdfunding civico. Ispirato da alcune campagne andate a buon esito come quello per la piscina sull’Hundson River (civic research) o quello per il bikesharing a Kansas City, nelle isole del surf hanno deciso attivare un percorso pilota con lo scopo di riqualificare le scuole locali, aumentando la partecipazione della comunità su progetti specifici e per capire la scalabilità dell’iniziativa.

“The purpose of this Act is to create a civic crowdfunding pilot program to be funded by the Hawaii 3R’s school repair and maintenance fund to increase community participation in the repair and maintenance of local schools and to test the feasibility of utilizing civic crowdfunding for other public projects in the department of education and other state departments.”

Nel testo di legge manca tutta la parte operativa su strumenti, risorse e specifiche economiche perciò i prossimi mesi saranno sicuramente interessanti da questo punto di vista.

Alcune PA avevano già loro pagine specifiche all’interno di piattaforme si crowdfunding, come ad esempio fa NY su Kickstarter, però la cosa interessante anche per il contesto italiano, secondo me, non sta nel fatto che debba per forza essere attivato da qualche amministratore pubblico “illuminato” ma nella forza del progetto quale attivatore di processi. Prima citavo il caso di Kansas City, da notare (come raccontato nei post precedenti), oltre all’attivazione sociale che la gare fra quartieri ha saputo innescare, il fatto che l’amministrazione dopo la buona riuscita delle campagne e il successivo finanziamento di molte stazione di bikesharing  ha messo in programma lo sviluppo di una rete di piste ciclabile che potesse collegare queste stazioni.

Come mostravo nella piramide del civic crowdfunding il sistema sembra esserci invertito, e proprio questa continuo scambio di posizioni fra chi attiva e chi utilizza potrebbe essere una chiave per il territorio italiano.

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