IMPARARE AD ESSERE INDUSTRIOSI

di Alessio Barollo

Sabato di sole, la vista di Bassano del Grappa allevia il ricordo della sveglia mattutina. Arrivo all’Urban Center per la presentazione del corso di perfezionamento avanzato “INTELLIGENT SCHOOL DESIGN La progettazione del sapere e l’applicazione del D.M. 11/04/2013” organizzato dalla piattaforma VoD, dallo IUAV e dall’ordine degli architetti di Vicenza.

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Nel testo introduttivo al corso si legge:

L’elemento trainante del cambiamento anche fisico dell’assetto della scuola è il passaggio dal paradigma storico dell’imparare al nuovo paradigma dell’essere industriosi. Ne discende una nuova dimensione attiva della scuola basata su apprendimento continuo e mobilità. Questi argomenti sono codificati nelle azioni degli organismi internazionali, in particolare per quanto riguarda l’Europa nella strategia Europa 2020, nella sua applicazione rispetto all’istruzione (European Teaching 2020) e nel programma di finanziamento per l’innovazione (Horizon 2020). In questo scenario si inserisce l’attenzione verso lo sforzo innovativo dell’Italia riguardo a nuove tecnologie, nuove prassi didattiche, nuovi criteri progettuali.

Partiamo dal concetto base che l’innovazione non si sviluppa ed evolve in modo lineare ma a ondate, mai come in questo periodo chi saprà cogliere, capire e cavalcare queste ondate sarà in grado di attivare processi propositivi per uscire dallo stato di crisi attuale. Basandosi su questo concetto il prof. Giuseppe Longhi ha raccontato quali saranno i “4 Tsunami” guida per fare innovazione.

1- La centralità del sapere – attivare l’unica materia prima presente in quantità illimitata sul pianeta terra, cioè la creatività dei cittadini e questo può essere fatto ripensando al sistema di educazione attivando la consapevolezza delle persone perchè la città vive solo se è in grado di gestire il nuovo e non solamente di accontentare l’esistente.

2- Long Life Learning – l’aggiornamento continuo ora facilitato dalla tecnologia web 2.0 che mi permette di seguire e interagire con qualsiasi corso o lezione in qualsiasi parte del mondo.

3- L’organizzazione fisica della scuola – dove le classi non vengono guidate dall’età ma dal progetto da raggiungere.

…si svilupperà un percorso che dalla forma della scuola moderna, segnata dall’open space, condurrà alle molteplici forme della scuola contemporanea.
Si affronteranno le principali esperienze compositive al fine di comprendere la complessità delle matrici culturali che oggi ispirano il progetto della scuola. Questo permette di inserire le indicazioni del MIUR, in sinergia con la programmazione scolastica a livello internazionale, in una matrice culturale capace di avviare un progetto fisico coerente con le esigenze di imprenditorialità e di sinergia fra apprendimento e lavoro, un’idea che introduce sul piano spaziale una scuola/laboratorio/officina (fablab), reinterpretando l’open space in chiave di ‘edificio intelligente’ attraverso la dotazione di sofisticate attrezzature di produzione e di dispositivi di connessione alla cloud.

4- Cambio del modello produttivo dell’impresa – le imprese muoiono perchè pensano che il loro domani sia uguale a quello di ieri mentre oggi la base produttiva è alimentata dalla interconnetività fra le cose e persone. Quello che io produco come innovazione qui e che magari non è recepito dalla comunità locale può essere recepito come esempio da attuali paesi in via di sviluppo, per questo la necessità non è la chiusura e l’autoreferenzialità ma l’apertura usando la tattica dell’amicizia.

L’inaspettato è l’utilizzo latente perchè ogni disciplina si evolve differenziandosi.

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