CIVIC CROWDFUNDING – Quattro cose che conosciamo e due che non conosciamo

di Alessio Barollo

Quattro cose che ho scoperto sul crowdfunding civico

skyline

  1. Il Civic Crowdfunding agisce su scale relativamente piccole ma con successo e ha grandi ambizioni. Attualmente i progetti di crowdfunding civico sono di piccole dimensioni: 6.357 dollari è l’importo medio finanziato, ma sembrano avere un’ottima risposta del pubblico. Progetti taggati come ‘civici’ su Kickstarter, per esempio, raggiungono il target nell’ 81% del tempo richiesto. Se il “civic” fosse una categoria a parte su Kickstarter, sarebbe quella di maggior successo. La maggior parte delle piattaforme e varie istituzioni vedono il crowdfunding civico come un nuovo meccanismo per attivare partnership pubblico-privato in grado di realizzare progetti su larga scala. Se vorranno sfruttare questo metodo, i governi, le amministrazioni, il mondo del no-profit e quello del profit dovranno impegnarsi molto di più per attivare il processo e creare/mantenere la community che lo sostenga.
  2. Il Civic Crowdfunding, iniziato come un hobby da parte di piccole no-profit locali per progetti di spazi verdi, ha coinvolto sempre più le organizzazioni più grandi. Quasi un terzo degli attivisti stanno utilizzando le piattaforme di crowdfunding civico per finanziare progetti legati a parchi e giardini pubblici (29%). Sono molto popolari anche progetti basati su eventi, cultura (istruzione e  formazione). Mentre sono meno frequenti progetti legati allo sport e alla mobilità. Dai governi locali, alle società, alle fondazioni stanno valutando modi per sostenere il civic crowdfunding per ampliare le attività di sostegno alla comunità. Le loro tecniche di coinvolgimento includono campagne pubblicitarie, match-funding studiati ad hoc fino ad arrivare al lancio di nuove piattaforme nate da zero.
  3. Il Civic Crowdfunding è applicato nelle città (in particolare in quelle appoggiate dalle piattaforme). Il metodo è troppo nuovo per essere diffuso in modo efficace. L’80% dei progetti è distribuito su cinque stati americani, in funzione dei paesi d’origine delle piattaforme. Lo stato di New York e la California sono i primi due, seguite da Illinois e Oregon. Sappiamo che c’è una forte tendenza verso le grandi città. E’ molto impegnativo per le comunità far decollare progetti finanziandoli in crowdfunding, soprattutto quando non lo si conosce a pieno. Le piattaforme hanno spesso avuto un ruolo fondamentale nella diffusione culturale del metodo fra i cittadini.
  4. Il Civic Crowdfunding  ha tendenze distributive altamente diseguali fra gli altri crowd markets. La maggior parte dei progetti sono su piccola scala, ma un esiguo numero di progetti di alto valore economico hanno preso una grossa fetta del fatturato totale sollevando il valore medio dei target raggiunti dai progetti di natura civica. Ciò non dovrebbe sorprenderci visto che su Kickstarter i progetti di maggior successo sono compresi tra 5 e 10 mila dollari, e il 47% dei progetti civici ricade su proprio su questa fascia. Il problema è che tendiamo a ricordare i casi eclatanti, come le campagne di Veronica Mars e Spike Lee ma sono casi anomali e come tali vanno presi in cosiderazione.

Ma ci sono anche due cose che sappiamo meno sul civic cf:

  1. Il crowdfunding civico favorirà o meno gli investimenti pubblici? 
  2. Sarà il crowdfunding civico a colmare le casse vuote dei comuni? 

Attualmente non ci sono abbastanza dati per rispondere in modo completo a queste domande, ma forse con un adeguata cultura e consapevolezza la strada potrebbe essere un primo passo verso la direzione dell’innovazione sociale e della riqualifica in chiave smart delle città.

Post tratto dall’articolo “civic crowdfunding – four things we know, two things we don’t” di Rodrigo Davies.

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