INTERVISTA AL SOLE 24 ORE

di Alessio Barollo

Si cercano nuove vie per rinnovare le professioni, ecco una mia intervista uscita a oggi sul “Sole 24 Ore”. Per motivi editoriali l’intera intervista è stata pubblicata in sintesi, pubblico sotto il testo completo.

intervista

TESTO INTEGRALE

1)      Crowdfunding e architettura: secondo lei è un matrimonio possibile in Italia? O il Paese non è pronto per un passaggio così rivoluzionario?

Più che un matrimonio potrebbe essere uno stato di necessità in questo momento storico in cui il settore edile è in crisi insieme a quello degli architetti. Se ci confrontiamo con i paesi anglosassoni o del nord Europa sicuramente non siamo pronti, ma non per mancanza di ingegno o creatività ma per la mancanza di consapevolezza da parte dei protagonisti dello sviluppo della città (PA, professionisti, cittadini e imprese) nell’utilizzo dei nuovi strumenti che il web 2.0 e la tecnologia hanno portato alla ribalta.
Nel mondo si registrano varie esempi di progetti di architettura e riqualificazione urbana che hanno utilizzato sapientemente il crowdfunding, anzi il civic crowdfunding, cioè il finanziamento di opere pubbliche, per essere realizzati. Per avere successo questi progetti però non hanno messo come primo obiettivo il lato economico ma la capacità di aggregare una community di persone, finanziatori o professionisti in grado di attivare un processo di collaborazione trasversale che ha dato come risultato un progetto maggiormente condiviso e quindi garanzia di mantenimento nel tempo, ricadute socialmente utili e ritorno economico. Per sviluppare tutto ciò c’è bisogno però di puntare sulla cultura come strumento in modo tale che poi i futuri cittadini, professionisti o amministratori possano fare scelte consapevoli, collaborative, condivise e trasparenti. Il luogo della cultura è la scuola e da li deve partire il salto di paradigma.
2)      Nel settore architettura/edilizia/immobiliare secondo lei dove si ravvisano le maggiori opportunità?
Più è diffusa la conoscenza dello strumento o del metodo più questo può portare vantaggi a tutta la filiera della pianificazione urbana e territoriale. Gli architetti hanno l’occasione di gestire il processo e quindi il mondo dell’architettura ha la possibilità di testare la ricaduta sulla comunità del proprio progetto in modo rapido ed economico, di farsi conoscere da un pubblico più ampio a livello internazionale e sviluppare attività di recupero di edifici.
L’edilizia e il settore immobiliare hanno la possibilità di uscire dalla stasi in cui è stata portata dalla crisi e di attirare nuovamente investimenti, anche da parte dei mercati stranieri, soprattutto se verranno aperte modalità di equity crowdfunding ad altri settori e non solo alle startup innovative. Come elemento negativo potrebbe esserci una sorta di speculazione edilizia 2.0 (nata dai nuovi metodi digitali) ma il livello di preparazione e di stakeholder coinvolti fanno si di limitare i rischi.
3)      Che tipologia di progetti possono essere gestiti al meglio in modalità crowdfunding?

A Rotterdam è stata costruita una passerella pedonale, a NYC finanziata una piscina sul fiume Hundson e un parco sotterraneo, a Bogotà è stato realizzato un grattacielo, a Kansas City sviluppate nuove piste ciclabili e a Bologna e Napoli sono in corso processi di restauro di elementi storici della città. Quindi i progetti sono teoricamente di ogni tipo ma praticamente nessuno se chi attiva il processo e la campagna crowd non sarà in grado di creare una community che lo sostenga attraverso attività di collaborazione, marketing urbano e trasparenza.

4)      Lei che è un esperto, pensa di poter utilizzare il crowdfunding nella sua professione?

Penso che il futuro non sarà uguale al passato e che l’innovazione avanza per ondate continue, questo è il momento di sfruttare creatività, collaborazione coniugate con le nuove tecnologie internet, quindi credo che non si possa evitare di usare il metodo che ho raccontato finora per riattivare una professione ferma e stanca in Italia e per evitare di che la maggior parte dei giovani architetti si trasferisca all’estero. Mai come ora, non tentare nuoce.

5)      Il crowdfunding può essere un’opportunità di “visibilità” per i giovani architetti?

Un mese dopo aver finito l’università e aver diffuso open source la mia tesi on line (http://issuu.com/alessiobarollo/docs/crowd_village-alessio) sono stato chiamato per gestire un workshop a Crowdfuture, la conferenza nazionale sul crowdfunding che si tiene a Roma, quindi direi di si, è assolutamente un’occasione di visibilità, fiducia, lavoro e di inserimento in un contesto internazionale per i giovani architetti italiani.
6)      Mi ha accennato a un report sulle infrastrutture civiche fatto con Castrataro: di cosa si tratta? Può sintetizzarmi i risultati?
Con la dott.ssa Castrataro abbiamo pubblicato e distribuito liberamente un report (http://issuu.com/alessiobarollo/docs/civic-crowdfunding) che racconta la storia e l’evoluzione del crowdfunding per il finanziamento e la realizzazione di opere pubbliche ma soprattutto una possibilità di utilizzo per l’Italia prendendo le metodologie e tecniche internazionali e declinandole per secondo le caratteristiche della nostra penisola.
Il civic crowdfunding innesca un processo che fa leva sulle passioni per il territorio di residenza delle persone e le integra con i metodi di collaborazione, attivando un sistema di apprendimento di metodologie e strumenti passivo per tutti coloro che non sono stakeholders ma in grado di generare consapevolezza in tutti quelli che vi partecipano, e una volta consapevoli le possibilità di crescita sociale, economica, urbana e ambientale sono realmente possibili.
Il crowdfunding civico può agire a diverse scale progettuale, dal singolo edifico fino arrivare al piano urbanistico facendo evolvere in modo trasversale fra classi culturali e amministrative la progettazione partecipata. Può diventare un ottimo strumento per la PA per rinsaldare un rapporto con i cittadini che si va sempre più degradando perchè li riporta ad essere parte della vita, gestione e futuro del territorio dove vivono.
7)      Aggiunga pure ciò che ritiene importante comunicare

Il crowdfunding è fondato sulla trasparenza, resa esplicita dai dati che le piattaforme e la gestione della campagne crowd segnano come fondamento per il successo di qualsiasi successo, poi sta lo storytelling, le modalità di raccontare il progetto e di coinvolgere gli stakeholder e decision maker. In più nel caso di opere pubbliche si hanno tempi di gestione ridotti e un monitoraggio continuo sull’avanzamento dei lavori, aspetto fondamentale anche dal punto di vista sociale per coinvolgere sempre più persone, associazioni o imprese. Tutto ciò fa si che nell’ultimo hanno il “fenomeno” crowdfunding ha fatto girare più di 5 miliardi di $ nel mondo e i casi di truffe sono praticamente inesistenti. Expo e Mose le dicono qualcosa? Naturalmente non si può sostituire tutto un sistema con il crowdfunding ma trasparenza e cultura collaborativa sono due aspetti che mette in luce e che ritengo fondamentali per avviare progetti, anzi processi urbani.

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