HA SENSO PARLARE DI OFF-LINE?

di Alessio Barollo

Alan Turing si chiedeva le macchine potessero sviluppare capacità celebrali simili agli esseri umani, ma forse ora la domanda da porsi è se gli uomini possono essere programmati come macchine?

offline

E’ un interessante spunto introdotto da un articolo del Guardian, che porta in luce il principio dell’ingegneria tecno-sociale. Questo tipo di tecnologia implica la progettazione e l’utilizzo di strumenti tecnologici e sociali per costruire, influenzare, disegnare, manipolare o più in generale programmare gli esseri umani.

Forse lo sono già ma sicuramente molto presto saranno ovunque, di cosa sto parlando? Di sensori. Non solo su smartphone, tablet e computer portatili, non solo indossabili o legati al nostro corpo, saranno inseriti in tutto quello che riusciamo a immaginare e collegati in rete (e alla rete) 24 h su 24 h, 7 giorni su 7 per 365 all’anno. Forse non diventeremo delle batterie umane alla Matrix ma sicuramente continueremo a produrre flussi continui di dati; dati che verranno poi elaborati, programmati, condivisi e che ci permetteranno poi di scegliere e decidere come agire in un certo contesto.

Cosi si sta delineando l’Internet delle cose (IOT) che punta a raccogliere il maggior numero di informazione su di noi per poi fornirci dei “consigli” sotto forma di messaggi su scelte commerciali, turistiche, culturali ecc…mi raccomando scegliete una suoneria decente perché il rischio di impazzire è alto. Più dati su di noi, più dati sui nostri vicini e quindi più modi per modellare la nostre convinzioni collettive, le nostre preferenze, attitudini o prospettive. Alla fine dovremo costruire un’intelligenza artificiale per poter pre-selezionare le informazioni che veramente vogliamo ricevere in uno specifico momento.

Quando tutto sarà on line difficilmente riusciremo ad andare offline, ma forse neanche lo vorremo, solo che invece di subirlo in modo passivo sarà occasione per attivarsi e essere noi stessi cittadini “ad influenzare” su dinamiche che riguardano il lavoro, il sociale, la crescita e la pianificazione urbana.  Ricordate il fondamento del crowdsourcing? Le persone non sono solo utilizzatori di servizi ma sorgenti di idee.

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