L’ARCHITETTURA AI TEMPI DI KICKSTARTER

kickstarter lattepiu

“Questo significa usare il carattere evolutivo della città e le forme esistenti come punto di partenza.”, questo è il principio preso dagli architetti dello studio olandese ZUS per sviluppare il progetto della passerella pedonale Luchtsingel a Rotterdam. Quel famoso progetto ha dato il via all’utilizzo del crowdfunding (civico) come strumento per modificare direttamente la città coinvolgendo (e costruendo) una community che la città la vive e la usa. Da quel primo tentativo del 2012 ne abbiamo avuti altri, non così tanti a dire il vero, in cui progettisti, architetti o pianificatori volessero mettersi in gioco confrontandosi direttamente non solo più con il committente, ma con un pubblico molto più vasto e trasversale di cultura, età e professione.

Kickstarter è stata la prima piattaforma a sdoganare il crowdfunding a livello internazionale, vedendo questo successo, negli stessi anni del progetto olandese, un gruppo di imprenditori di Kansans City ha pensato di poter ricreare lo stesso sistema per progetti di natura civica. Nasce così Neighbor.ly, che “crea un sistema in cui tutti vincono grazie al crowdfunding”: la città vince perché paga meno il finanziamento di un progetto pubblico, i cittadini vincono perché ottengono un nuova opera della quale usufruire (parco, piazza, centro civico, riqualificazione quartiere, pista ciclabile, ecc..). L’economia locale vince perché limita l’impatto sui contribuenti e perché il progetto crea nuovi posti di lavoro.

PIRAMIDE CIVIC CF

Il crowdfunding, anche quello di natura civica, ha sempre tratto la sua forza dalla “community”, anzi dalla capacità che un progetto ha di aggregare attorno a se le persone, coinvolgendole ed emozionandole. Per farlo ci vogliono ovviamente ottime doti di comunicazione. Bjarke Ingels, studio BIG, è un architetto (archistar per la precisione) che ha cambiato il modo di raccontare il progetto di architettura, rendendolo più coinvolgente e attrattivo sia dal punto visivo che emozionale. Non poteva che essere lui il promo “big” dell’architettura mondiale a usare Kickstarter per realizzare un nuovo progetto. Nel 2017 Copenaghen avrà un nuovo inceneritore di rifiuti, e dal suo camino usciranno degli anelli di fumo, ogni anello corrispondente a 1 tonnellata di CO2 emessa, un vero e proprio monito contro l’inquinamento e la necessità di essere più efficienti e attenti nel consumo delle risorse. L’iter per la costruzione della centrale ha seguito la sua strada, ma a un certo punto Bjarke decide di coinvolgere “gli altri protagonisti” dello sviluppo urbano, lanciando una campagna crowd da 15000 dollari per costruire il primo prototipo di camino “spara anelli di fumo”. La campagna ha, come previsto visto la fama del proponente, superato ampiamente il target: 29520$ da circa 400 donatori.

Questo nuovo approccio al progetto e alla progettualità fatto di condivisione e comunicazione emozionale sembra voler dimostrare che il progetto architettonico di carattere pubblico si sta indirizzando verso la strada dell’approvazione da parte delle “persone”, dei cittadini. Ma non solo, significa darne maggiore visibilità, possibilità di costruire un network più esteso e in grado di alimentare futuri progetti, aumentare la trasparenza nella gestione dei lavori, alfabetizzare persone verso l’utilizzo di strumenti innovativi.

Se “l’architetto è l’arbitro” (M.Fuksas) benvenuti nella “play-architecture”…#beplayer.

di Alessio Barollo

 

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