LA PIRAMIDE DEL CROWDFUNDING

di Alessio Barollo

La Piramide del Civic Crowdfunding

PIRAMIDE CIVIC CF

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FARE E’ CONNETTERE, MA STAI SEDUTO E ASCOLTA VINCE ANCORA.

Sfida, divertimento, azione, sudore e risultato. Classico per un tranquillo lunedi a calcetto ma molto meno scontato se si tratta di riqualificazione urbana. Passare da cittadini a giocatori rischia di essere uno sforzo culturale più grande di quanto ci si possa aspettare.

A Kansas City ci hanno provato attivando il più grande “gioco” fra quartieri che la progettazione partecipata possa aver visto, se non per il numero di partecipanti sicuramente per il budget economico che il progetto mette in campo.  1 città, 10 quartieri, 1 obiettivo. Finanziare la costruzione di una rete di bike sharing, la cui costruzione richiede un investimento di un milione di dollari. Per cercare di stimolare i cittadini sono state create 10 campagne di crowdfunding, una per ogni quartiere della città e ogni quartiere ha il compito di raccogliere 100.000 dollari ciascuno. Anche qui ritroviamo quelli elementi di “crowd-marketing-sociale” che erano emersi già in altre campagne (ex. passerella pedonale di Rotterdam). 

kansas

Dividere la città in “squadre” con un unico obiettivo vuole avere l’effetto di non di mettere un quartiere contro l’altro ma di far si che i gruppi che sono più motivati, alfabetizzati digitalmente, consapevoli dei vantaggi del metodo, coinvolgano gli altri verso il target finale perchè la vittoria non è del singolo ma della collettività. 

Questo esempio di adatta perfettamente al motto “fare è connettere” che David Gauntlett ha sapientemente promosso nel suo libro riguardante la società dei makers e che io ho voluto trasportare nel mondo del civic crowdfunding, convinto che i cittadini hanno ora la possibilità di sfruttare questo metodo per portare uno sviluppo sostenibile alla città basato sul capitale umano ma anche economico e naturale.

Lo gestione della città passa attraverso una piramide in cui in vetta si trova la PA e poi a scendere tutti i protagonisti della crescita urbana: imprese, associazioni e cittadini. Il civic crowdfunding oltre che rafforzare i legami fra tutti queste parti da anche la possibilità di ribaltare questa piramide facendo si che i cittadini non siano solo consumatori di servizi ma anche promotori di idee e anche di progetti pubblici invertendo il flusso e facendo si che siano proprio le istituzioni a seguirli e non viceversa.

Twitter-Social-Tv-Euro-

Ora abbiamo i metodi e gli strumenti e in parte anche la cultura e la consapevolezza, ma il “fare” richiede un grande sforzo; nonostante internet abbia o stia “cambiando tutto”, la sua componente passiva che si rifà alla televisione è ancora dominante, siamo più soggetti ad un “effetto like” che a essere propositivi, attivare neuroni per commentare o attivare il fisico per andare a una conferenza, laboratorio o  workshop. Quindi perchè non utilizzare i metodi passivi di comunicazione di massa per attivare la cittadinanza, un uso sapiente del marketing legato a TV, radio, stampa, testimonial ecc… e in contemporanea  la riduzione del digital divide e l’alfabetizzazione digitale.

Non diamo ad internet tutto il peso del cambiamento perchè il processo potrebbe essere più lungo del previsto.

LA VISIONE D’INSIEME

Dicembre 2013 “Ecco perché non lo dirò mai abbastanza: qualunque amore riusciate a dare o a ricevere, qualunque felicità riusciate a rubacchiare o a procurare, qualunque temporanea elargizione di grazia: basta che funzioni. E non vi illudete: non dipende per niente dal vostro ingegno umano, più di quanto non vogliate accettare è la Fortuna a […]

COME POTREBBE ESSERE UNA CITTA’ GESTITA DALLE COMPAGNIE DI HI-TECH?

dicembre 2013 

di Alessio Barollo

Progettiamo per scenari. Lo scenario si basa sulla capacità di connettere più variabili e di immaginare una visione del futuro.

scenari

Scopo: progettare la città

Forze guida:  tecnologia, ambiente, capitale umano, sistema economico, sistema culturale e demografico.

Scenario 1

Ora immaginiamo come potrebbe essere una città se a gestirla ci fossero le compagnie hi-tech. (date una letta ai due articoli sotto)

1- dominio del virtuale  (La dominazione del mondo non è totalitarismo violento, ma controllo dei dati e dispositivi efficaci)

2- gestione del reale (Il problema è il modello di business della Silicon Valley)

“Sei tu che vivi in un sogno Silberman! Perché io so già quello che succederà! E ti giuro che succederà!” Sarah Connor in Terminator 2 

Questo è un primo scenario (non troppo positivo), ora provate voi 😉

PS link di approfondimento vodblogsite.org

NON CI SONO POSTI VUOTI IN UNA TAVOLA ROTONDA – la forma segue il sentiment(o)

Dicembre 2013

di Alessio Barollo

Without being smart, future cities cannot be sustainable. But without retrofitting them for happiness, they are bound to become centres of decay.” (Daniele Quercia)

PASSERELLA ROTT

Sarebbe utile per gli architetti sapere cosa rende felici le persone, i criteri attraverso i quali considerano una città bella, e di integrare tutti questi parametri di conoscenza nella pianificazione urbana. Difficilmente si può creare felicità in modo arbitrario, ma molto più facilmente si possono mettere i cittadini all’interno di processi che li portino a sentirsi protagonisti, migliorando il loro senso di partecipazione, azione, soddisfazione, condivisione e probabilmente felicità; felicità almeno nei confronti della città.

Ho parlato di processi e non di progetti, perchè questo termine ormai sta un po’ stretto, in quanto gli input sono molteplici e la soluzione sta nel fatto di saperle “sapientemente” legare gli uni agli altri in modo da ottenere un risultato che dia benefici da più parte (non solo da quello architettonico, o urbanistico, o solo estetico, o solo sociale o solo economico…). Ma quanto gli architetti sanno “progettare” per rispondere ai bisogni umani e realizzare le basi per una happy city? O quanto l’università sa predisporre alla gestione sapiente degli input? Forse possiamo imparare più da starbucks che da Calatrava?

Starbucks per progettare i propri caffè ha intervistato centinaia di bevitori di caffè chiedendogli cosa cercassero in un coffee shop, in questo modo ha scoperto che la maggior parte delle risposte non aveva niente a che fare con la bevanda calda ma si riferiva ad argomenti quali il relax e il senso di appartenenza, aggiungiamoci un po’ di tecnologia e il gioco e fatto.  Calatrava sembra non aver preso molto in considerazione gli utenti nei (alcuni) suoi progetti invece.

Grazie a nuove metodologie l’architettura sta tornando a connettere le persone, a connetterle fra loro, con il progetto e con l’economia. Le campagne di civic crowdfunding ne sono un esempio. Presto quando guarderemo una rivista di architettura non vedremo più solo splendidi edifici vuoti e perfette connessioni fra i materiale ma vedremo le connessioni fra le persone. E se sapremo oltre che fornire le opportunità anche comunicarlo nel modo giusto, il gioco è fatto. Ad esempio: se non comunico quanto figo è andare in bici invece che in macchina non ho aumentato (per negligenza) la mia impronta ecologica? E se non avessi  scritto uno splendido e-book sul cicloturismo e questo non venisse pubblicizzato dalla pubblica amministrazione, questa non sarebbe “complice” dell’inefficacia territoriale del ciclabile? (cit. @hardlain)

L’aggiunta in Google Maps dei percorsi pedonali, ciclistici e dei mezzi pubblici è stato il più grande “game-changer” per spingere le persone a camminare. Tuttavia, Maps restituisce il percorso più breve in base alla destinazione. Ma è necessariamente il percorso che ti farà più felice? Yahoo Labs attraverso le immagini geo-referenziate da urbangems.org sta costruendo nuovi algoritmi che trovano percorsi brevi che collegano punti felici (questi algoritmi attualmente funzionano solo per Londra). I modelli  in costruzione prevedono i voti degli utenti in modalità crowdsourcing provenienti dai tag con emozioni positive e negative di Flickr. Utilizzare il “sentiment” per guidare le persone o fare scelte urbanistiche, politiche o sociali.

Non ci sono posti vuoti in una tavola rotonda, la forma segue il sentiment(o).

UNA NUOVA PIATTAFORMA PER L’INNOVAZIONE CHE VIENE DAL CIELO

Dicembre 2013

di Alessio Barollo

Gli atomi saranno i nuovi bits” diceva Chris Anderson, come i bits di internet hanno trasformato il nostro modo di vivere, comunicare, lavorare, vendere, immaginare, ora potrebbe aprirsi una nuova grande piattaforma per l’innovazione, ed è direttamente sopra le nostre teste. Droni, privacy e futuro in questo interessante articolo di Wired USA. 

(clicca sul testo per leggere l’articolo)

DRONI VOLANTI